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Il sistema scolastico finlandese - seconda puntata

1. La scuola finlandese nel rapporto OCSE-PISA 2006
L’indagine OCSE-PISA, Program for International Student Assessment 2006 (Programma Internazionale per la valutazione degli Studenti), indagine mirante ad accertare le competenze degli studenti quindicenni nelle scienze, in matematica e nella lettura, piazza la scuola Finlandese complessivamente al primo posto al mondo (Italia 26°). Prima per le scienze, al secondo per la matematica (Italia 38^) e anche per la lettura (Italia 33^). La Finlandia, come ampiamente risaputo, risulta quindi la capitale della scuola mondiale, ma che cosa rende peculiare la città di Jyväskylä nel sistema scolastico finlandese?

2. Cos’è OCSE-PISA?
Il rapporto Ocse-Pisa DEL 2006 si è svolto su un campione di quindicenni in 56 paesi del mondo. L’Italia ha partecipato con 21.773 ragazzi di quindici anni e 803 scuole tra medie inferiori e superiori e centri di formazione professionale. Ogni anno l’indagine mira a monitorare un tema in modo più approfondito, nel 2006 il tema sono state le scienze. I test hanno visto l’Italia conseguire un punteggio medio di 475 contro una media Ocse di 500 e una media Ue di 497. Ben il 25,3% degli studenti italiani  si colloca sotto il livello minimo delle competenze di base. Le altre competenze oggetto dell’indagine sono quelle relative alla lettura e alla matematica.
Link: http://www.invalsi.it/invalsi/ri/pisa2006.php?page=pisa2006_it_05

3. Il sistema scolastico finlandese
In Finlandia il curriculum scolastico è articolato in 12 anni, di cui i primi 9 rientrano nell’obbligo scolastico e gli ultimi tre corrispondono al triennio del nostro liceo. Si entra a scuola all’età di 7 anni dopo aver frequentato 2 anni di “preschool”. I primi 6 anni (età 6 – 12 anni) corrispondono alla nostra scuola elementare, dal 7° al 9° anno (età 13 – 15 anni) si ha la “upper school” che coincide approssimativamente alle nostre scuole medie più il biennio iniziale della nostra scuola superiore, infine dal 10° al 12° anno (età 16 – 19 anni) si ha la “upper general secondary shool” che corrisponde al nostro triennio finale del liceo. La scuola dell’obbligo (dal 1° al 9° anno) è interamente gratuita (compresi libri e ogni altro tipo di materiale), nel triennio finale gli studenti sono tenuti a comprarsi i libri, il resto è completamente gratuito. Solo l’1% delle scuole finlandesi sono private, sono completamente finanziate dallo stato e devono rispettare regole e programmi delle scuole statali con la possibilità di prevedere nel proprio curriculum insegnamenti specifici. Si tratta in genere di scuole che fanno riferimento a piccole minoranze religiose come quella ebraica, ortodossa e cattolica (l’80 % della popolazione è luterana il 27% agnostica o atea).
La struttura su cui è imperniato l’intero sistema scolastico è modulare e non basata sulla “classe”. Nel liceo gli studenti sono tenuti seguire nel corso dei tre anni circa 75 “corsi” relativi a varie discipline, alcuni obbligatori e altri facoltativi e che prevedono il superamento di un esame finale. Tanto l’insuccesso scolastico quanto la dispersione sono inferiori all’1%. Ciascuno studente ha un proprio piano di studio individuale e al termine del triennio deve superare un esame di stato finale per ottenere il diploma e continuare gli studi all’università. L’orario scolastico del liceo è variabile, mediamente si hanno 7 ore di scuola giornaliere, 8 ore il lunedì. Ogni ora è composta da 45 minuti di lezione e da una pausa di 15 minuti. Intorno alle 12:00 si ha una pausa per il pranzo che può variare dai 30 ai 45 minuti.

4. Una prima impressione
Negli articoli successivi, dedicati ciascuno a una delle scuole che ho visitato, sarà possibile approfondire meglio gli aspetti didattici, organizzativi e strutturali del sistema scolastico finlandese.
Per concludere una sola osservazione, non per diffidenza verso i dati ufficiali e le informazioni offertemi dalle mie guide, ma per innata e filosofica diffidenza, mi sono premurato di tempestare di domande decine e decine di colleghi e studenti finnici e la mia domanda ricorrente è stata: «cosa non vi va bene della vostra scuola?». Chiunque può facilmente immaginare lo sconfinato e variopinto elenco di lamentazioni, vizi e difetti, con crescendo finale in turpiloquio, con cui qualsiasi docente o studente italiano risponderebbe a una simile domanda. Ebbene, nessuno degli interpellati, uomo o donna, studente o studentessa, giovane o vecchio ha proferito una sola nota critica nei confronti della scuola finlandese. Solo una giovane studentessa ha risposto con una battua: «entriamo a scuola che è notte e quando usciamo è ancora e sempre notte!». L’ingresso è infatti alle ore 08:00 e il sole, se così si può chiamare una scura e grigiastra parvenza di luce, sorge alle 09:00. L’uscita da scuole è alle 15:00, quando il grigio ha nuovamente lasciato il posto al nero più profondo. Sembra incredibile ma il principale problema della scuola finlandese, almeno in questo periodo del’anno, è il sole, la sua assenza. Quando finalmente un giorno i valutatori dell’OCSE-PISA si prenderanno la briga di includere il sole tra i loro indicatori, la scuola italiana avrà finalmente il suo giusto riconoscimento, noi e la Grecia ci disputeremo il primo posto nella graduatoria della più soleggiata tra le scuole del mondo.




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